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Tesi.Conclusionir1.1 - 25 Sep 2004 - 17:12 - RobertoCorradettitopic end

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Conclusioni

Ho fatto una panoramica generale sugli aspetti più interessanti dei tre standard più famosi. Ci sono delle considerazioni da fare riguardo ognuno di essi e riguardo gli standard in generale. La prima considerazione sugli standard in generale è che ne esistono molti,solo alcuni sono standard de facto, nessuno standard de iure. Proprio perché non esiste uno standard unico i progettisti di piattaforme e-learning si affidano a quello che più si adatta alle loro esigenze. Questo rende impossibile l’interoperabilità tra tutte le piattaforme esistenti, ogni piattaforma è compatibile solo con le altre piattaforme che supportano il suo stesso standard. Poche piattaforme utilizzano uno standard e sono compatibili con tutti gli altri. La seconda considerazione è proprio sulla compatibilità dichiarata da una piattaforma verso un determinato standard. Questa compatibilità spesso non è al 100% e l’importazione dei corsi non avviene sempre senza errori. Il motivo di ciò è da imputare all’enorme mole di specifiche che ruota attorno ad uno standard. Già solo analizzando la quantità di meta-dati utilizzata si capisce l’enorme sforzo che devono fare i fornitori di contenuto per far si che le loro lezioni siano interoperabili con le altre piattaforme. Ci sono diverse argomentazioni da trattare riguardo l’utilizzo di meta-data, alcune di esse sono in questo articolo del Cetis e le elenco di seguito:

  • Nel contesto della cultura di internet le mediazioni riguardo l’authoring di contenuti sono dannose e non desiderate

  • La severa creazione di meta-dati causa un notevole impiego di tempo e denaro, questo è un controsenso in un contesto dove gli standard dovrebbero far risparmiare tempo e soldi

  • Solo gli autori o utilizzatori di materiale formativo hanno la necessaria conoscenza o esperienza per creare metadata significativi per i loro colleghi

  • Data una struttura standard di metadata, il contenuto dei metadata potrà essere generato e deciso dagli elaboratori

Paradossalmente un numero elevato di metadata utili a descrivere un certo tipo di risorse costituisce un freno per i creatori delle stesse. Un fornitore di contenuti che vuole distribuire un corso compatibile ad uno degli standard (SCORM, IMS) deve fornire anche i metadata e questo può risultare un ostacolo alla luce delle considerazioni fatte prima. Infatti è più facile trovare piattaforme che siano compatibili e che quindi facciano importare corsi SCORM, AICC o IMS piuttosto che piattaforme che abbiano meccanismi di authoring che generino contenuti seguendo le specifiche dei vari standard.

Un’altra considerazione doverosa da fare è che alcuni software non sono compatibili con nessuno standard per ragioni ideologiche. Martin Dougiamas in un intervista pubblicata su un sito del settore afferma: “ I grandi consorzi che sviluppano e propongono questi standard stanno facendo un buon lavoro nel campo della promozione, ma uno non ancora così buono in quello dello sviluppo. A parte gli standard IMS, per esempio, che sono difficili da implementare bene (guardate IMS QTI per esempio!), c’è un problema pedagogico. Molti di questi standard sono realizzati da ingegneri su un modello che basilarmente tratta gli studenti come computer con input e output… Lo so perché ero un programmatore ed ero abituato a ragionare in quel modo. Sfortunatamente paesi di tutto il mondo stanno prendendo questi standard e li stanno proponendo in modo molto forte… il risultato è che molte società stanno iniziando a produrre sistemi per l’e-learning che a) sono simili e b) propongono questo modello pedagogico errato. Non fraintendetemi, è possibile utilizzare modelli pedagogici corretti in questi ambienti standardizzati, ma il software certamente non incoraggia i docenti e gli studenti a cercare il contatto l’uno dell’altro in modo da promuovere un apprendimento basato su un costruttivismo sociale ” . Questa affermazione è molto forte e pone le basi per un ragionamento sensato che porterebbe a far pensare che i presupposti per cui sono stati creati gli standard hanno come obiettivo il raggiungimento dell’interoperabilità massima tra piattaforme ma vanno a porre un freno per quel che riguarda il modello pedagogico alla base di una piattaforma e-learning. Ovviamente con tutta questa serie di ragionamenti non voglio generalizzare tutte le piattaforme , ma voglio esprimere quello che ho potuto constatare analizzando un numero discreto di software e guardando la situazione odierna della progettazione delle piattaforme e-learning. Parlando dei singoli standard invece, si può dire subito che lo SCORM essendo stato progettato per unificare tutti gli standard comprende anche specifiche dello standard IMS e numerose specifiche dello standard AICC. Questo secondo me è un motivo per cui sono poche le piattaforme compatibili con gli standard AICC rispetto a quelle compatibili con lo SCORM. Un altro motivo probabilmente deriva dal fatto che l’AICC è nato come standard per applicazioni stand-alone che giravano su computer locali e salvavano i dati sull’hard disk fornendo alla fine il risultato del test svolto. Il fatto che sia stato progettato per una comunicazione basata tra lo scambio di file spiega la strana struttura che ha mantenuto nel tempo. Con l’ arrivo del web infatti l’AICC non ha fatto altro che aggiungere un supporto per browser che trasferisse informazioni in un file.

Gli standard più accreditati al momento rimangono comunque lo SCORM e l’IMS. Sono incluse nello SCORM le specifiche IMS sul Content Packaging ed è comune ad entrambe la struttura XML per descrivere le risorse. L’IMS inoltre ha partecipato attivamente alle specifiche della IEEE riguardo il LOM e questa influenza si nota subito dato che il modello per descrivere i LO della IMS, il LRM (Learning Resource Metadata) è molto simile al LOM e nelle specifiche sul sito viene anche reso disponibile un foglio XSLT che trasforma istanze di IMS Metadata in istanze di IEEE LOM. Un altro accorgimento che potrebbe essere uno dei motivi del rilancio dello standard IMS è dato dal fatto che l'approccio IMS è decisamente implementativo. Sono stati da tempo rilasciati documenti relativi a possibili implementazione in XML, nonchè al corretto utilizzo dei meta-data IMS. La documentazione inoltre è ricca e ben curata sia per gli sviluppatori che per gli utenti. Il modello proposto da IMS ha riscosso un notevole successo grazie alla similarità con IEEE LOM, ma soprattutto all'approccio più pragmatico ed orientato all'implementazione.

-- RobertoCorradetti - 25 Sep 2004
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