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Tesi.CoseDaFarer1.4 - 22 Mar 2005 - 12:08 - DanieleGubellinitopic end

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Lucidi

TESTO NORMALE: DISCORSO

TESTO BOLD: OSSERVAZIONI E/O PROBLEMI

1 Titolo

2 L'ingengeria dei documenti

Per prima cosa posizioniamo questa tesi in un certo contesto scientifico: il processo di creazione dei documenti. Tale processo puo' essere regolato dall'ingeneria del documento, e' per prima cosa e' necessario illustrare gli attori ed i termini che entrano in gioco nella creazione dei documenti: le componenti di un documento, la sintassi per creare un documento e vincoli che possono essere imposti dalla sintassi . Procediamo in ordine, partendo dalle componenti di un documento.
  • Contenuto: informazioni allo stato puro, cio' che l' autore vuole esprimere.
  • Struttura: risponde alla domanda 'dov'e'', conferisce le metainformazioni che attribuiscono potenziali significati ai dati grezzi. Permette di dare significati ai dati e generare quindi contenuto. Esempio di dato non strutturato 01031978
  • Presentazione: la formattazione visiva del documento che puo' aiutare ad identificare le altre due componenti, ponendo molta attenzione al fatto che puo' portare malinterpretazione: quella data puo' essere interpretata in modo differente da un americano ed un europeo, che scambiano mese ed anno.
Lo strumento che permette di esprimere le componenti descritte e' la sintassi. La sintassi e' il particolare formalismo permette di modellare il documento; Nel nostro caso ci posizioniamo nei documenti di testuali di markup che permette di assegnare nomi ad alcuni frammenti del testo. XML e' il metalinguaggio di markup che permette di modellare documenti secondo la filosofia del markup descrittivo che e' un tipo di markup che permette di modellare in modo totalmente asemantico un documento, conferendogli solo una particolare struttura gerarchica che rispecchia la logica del documento. Andando in dettaglio troviamo che una sintassi viene governata da una grammatica e lo strumento che permette di modellare una certa grammatica in XML, cioe una particolare classe di documenti e' il linguaggio di schema, tra cui ritroviamo i famosi DTD e XML Schema. Se un certo documento soddisfa tutti i vincoli imposti dallo schema allora si dira' che il documento e' valido rispetto allo schema con cui e' stato confrontato. Avendo esaminato il framework nel quale si sviluppa la tesi passiamo agli obiettivi.

3 L'obiettivo

Ho aggiunto una premessa nel lucido. Migliora o peggiora? Il discorso dovrebbe essere:

La minimalita' sintattica e', dal punto di vista pratico, molto utile e desiderabile, in quanto permette (intuitivamente) di semplificare e facilitare eventuali processi di conversione. Il problema e' che una semplificazione eccessiva puo' limitare la capacita' di esprimere strutture, e di conseguenza contenuti. Ne segue che e' quindi necessario trovare un compromesso:

Segue il discorso che c'era anche in precedenza.

L'obiettivo di questa tesi e' quindi l' identificazione degli schemi utili e potenzialmente ricchi di significato, cioe' schemi che permettono di modellare strutture utili ed interessanti nella modellazione dei documenti che rendano esprimibili tutti i contenuti significativi. (dati+strutture=contenuti) Questo comporta l'individuazione e l' eliminazione di tutti quei costrutti sinttattici non strettamente necessari e che possono anzi portare problemi nella modellazione del documento.

Il secondo punto e' invece la definizione di un linguaggio di schema che costringa l'espressione dei soli costrutti catalogati al punto precedente.

Nel prossimi lucidi verranno discussi questi costrutti inutili e i problemi che questi comportano(ambiguita', riconoscimento delle dip. funzionali).

4 Content model DTD inutili: esempi

Totalmente rifatto Alcune strutture generabili da DTD non hanno utilita' pratica nella modellazione dei documenti. Ora verranno fatti alcuni semplici esempi di tali strutture.

5 Normalizzazione

6 La soluzione

Avendo analizzato l'obiettivo (identificazione degli schemi REALMENTE utili) ed i problemi esistenti, cioe come come sia possibile in DTD esprimere strutture INUTILI e come queste possano creare problemi per quanto riguarda la definizione delle dip.funzionali possiamo elencare la rosa delle soluzioni:

  • Adozione di Pattern, cioe' schemi che permettono di esprimere solo strutture considerate utili e a cui non si puo' rinunciare pena un impoverimento della capacita' di esprimere contenuti. Questo avviene in modo simile all' ing. del software. Le strutture, come ho discusso nel primo lucido, sono la componente che porta le metainformazioni che conferiscono significato ai dati.
  • Adozione di wrapper, cioe' delle strutture che eliminano alcuni problemi individuati e permettono, come vedremo, di convergere verso Pattern
  • Verra' semplificata la sintassi in modo da rendere esprimibili solo i Pattern considerati utili. La sintassi puo' infatti essere semplificata fintanto che possono restare in vita i vincoli necessari ad esprimere le strutture utili. Probisco tutte le strutture inutili e dannose (non voglio permettere la creazione di elementi come div).
  • Da un punto di vista pratico: ottenere schemi DTD-- a partire da DTD.

7 Pattern di design (1/2)

In bold ho messo i dati che caratterizzano un pattern: nel record e'importante che gli oggetti non siano ripetuti, nell'atomo e'testo semplice (es. 23), nel blocco sia elementi sia testo, e cosi via. In corsivo ho messo il nome Pattern stesso.(nel caso dei contesti e' il contesto) Il font in questo caso e' 14, piccino. Ma e'l'unico modo per fare gli esempi completi senza puntini di sospensione.

8 Pattern di design (2/2)

9 I wrapper

Pagina troppo ricca? D'altronde non saprei cosa togliere

10 Il metalinguaggio DTD--

11 DTD--: sintassi dei Pattern

Il font e' di dimensione 16, e non ci stanno comunque tutti i Pattern in un lucido. Il discorso sarebbe: Come si vede, si parte da Tabella. Che fine hanno fatto Marker, Atomo e Record? Semplicemente la loro sintassi e' gia stata mostrata quando si sono presentati nei lucidi sui Pattern.(La potenza della sintassi ad esempi...)

12 Tool di conversione

13 Conclusioni


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