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Tesi.SCORMr1.1 - 25 Sep 2004 - 16:40 - RobertoCorradettitopic end

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2.3.3.2 SCORM

Questo standard nasce all’interno dell’iniziativa ADL (Advanced Distributed Learning) promossa dal Dipartimento della Difesa USA e direttamente dalla Casa Bianca. Il suo obiettivo è quello di unire diverse specifiche già esistenti (IEEE, IMS, AICC) e creare uno standard che renda i learning object interoperabili e riutilizzabili e che permetta di tenere traccia e catalogare i contenuti didattici. Si può subito affermare che SCORM non si preoccupa delle piattaforme e-learning. Una piattaforma SCORM compatibile deve essere capace di dialogare con il learning object e in alcuni casi deve essere capace di inviargli dati. Lo SCORM assume come base per la sua implementazione tecnica una infrastruttura basata sul Web e dichiara di prediligere metodologie basate sulla comunicazione asincrona. La soluzione tecnologica prefigurata dallo SCORM è quindi senza dubbio “integrata”, sostenuta da piattaforme LMS. Le specifiche SCORM sono raccolte in volumi (book), dei quali il primo (“The SCORM Overview”) è dedicato alla descrizione generale dell’iniziativa, il secondo (“The SCORM Content Aggregation Model”) si occupa di come aggregare ed assemblare risorse educative per costruire e distribuire package ovvero unità didattiche di varia dimensione a loro volta ricomponibili e il terzo (“The SCORM Run Time Environment”) riguarda le specifiche per l'avvio, la comunicazione, il tracciamento dei contenuti all'interno dell'ambiente di interazione Web (la piattaforma LMS). La figura 5 mostra la suddivisione dei volumi delle specifiche e fa notare come altre iniziative di standardizzazione facciano parte del contenuto di questi volumi.

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Figura 5: Struttura dello Scorm (www.adlnet.com)

Spiegato in termini semplicistici un learning object per essere compatibile con lo standard SCORM deve avere le seguenti caratteristiche:

Essere catalogabile attraverso dei metadatati (Campi descrittivi predefiniti) in modo da poter essere indicizzato e ricercato all'interno dell'LMS. I capi descrittivi richiesti sono molti, non tutti obbligatori. Viene ad esempio richiesto l'autore, la versione, la data dell'ultima modifica fino ad arrivare ai vari livelli di aggregazione tra i vari oggetti ... tutto archiviato nella sezione in un file chiamato imsmanifest.xml

Poter dialogare con l'LMS in cui è incluso, passandogli dei dati utili al tracciamento dell'attività del discente, ad esempio il tempo passato in una certa lezione, i risultati conseguiti in un test e i vincoli relativi per passare all'oggetto successivo. Il dialogo avviene attraverso dei dati che passano dal LO all'LMS e dall'LMS al LO. Il linguaggio con cui si comunica è il Javascript che viene interpretato da un'API che fa da ponte tra i dati che i due elementi (LMS e LO) si trasmettono.

Essere riusabile: L'oggetto deve essere trasportabile su qualsiasi piattaforma compatibile senza perdere di funzionalità, questo principio è alla base dello standard in quanto, rispettando le direttive di costruzione l'oggetto e la piattaforma non devono essere modificati per attivare le funzionalità di tracking e catalogazione. Nel definire un learning object SCORM non specifica un determinato tipo di formato, un oggetto didattico può essere uno file di qualsiasi tipo, un aggregato di files di un formato unico, un insieme di diversi formati ecc ... Un esempio di learning Object può essere un insieme di pagine html sequenziate tra loro, dei files di flash ma anche dei formati proprietari che necessitano di plugin particolari per essere visti. Un LO è formato dall’unione di uno o piu asset e un wrapper. Gli asset sono componenti atomici non ulteriormente suddivisibili. Possono essere una pagina HTML, una parte di essa, una immagine, un’animazione, un programma. Il wrapper consente la comunicazione con la piattaforma LMS. Il LO chiamato SCO (Sharable Content Object) nella nomenclatura SCORM come visibile dalla figura 6 è quindi l’unità minima “lanciabile” e tracciabile (nel senso di poter verificare che un utente abbia iniziato e finito la fruizione di quel contenuto) da una piattaforma. Sia gli asset che gli SCO sono descrivibili tramite metadati, allo scopo di assicurarne la facile reperibilità e il semplice riuso.

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Figura 6 : lo SCO è formato da Asset e Wrapper (www.adlnet.com)

I singoli SCO sono infine collegati tra loro per formare una unità didattica (un modulo, una lezione, un intero corso). Le “istruzioni” per collegare tra loro i singoli LO e per consentire il packaging del corso sono espresse tramite appositi metadati definiti Content Aggregation Meta-data. I metadati utilizzati per descrivere i componenti e i LO si rifanno allo standard IEEE/LOM, mentre quelli relativi al packaging e alla sequenzializzazione dei LO sono derivati dalle specifiche IMS e AICC. Il risultato dell’attività di packaging è costituito da un package (un insieme di file normalmente raccolti entro un unico file .ZIP o altro formato compresso) costituito da metadati (scritti in XML) e contenuti effettivi, secondo lo standard definito da IMS (IMS Content Package) e denominato manifest.

Questo file è diviso in quattro parti:

  • Preamble: Parte introduttiva
  • Metadata: Parte descrittiva del corso che definisce alcuni elementi relativi allo standard e elementi utili alla catalogazione
  • Organization: Definisce la sequenza degli oggetti didattici (SCO) nel corso, possono esistere più organization per ogni package.
  • Resources: Lista di tutti i file usati dai diversi SCO

Schematizzando un oggetto SCORM, lo si può suddividere in tre parti fondamentali:

Content Packaging: E' il pacchetto chiamato manifest.xml che contiene tutti gli oggetti didattici e le istruzioni per l'assemblaggio degli stessi da parte dell'LMS.

RunTime Environment: E' l'insieme di elementi necessari a LMS e LO per comunicare tra di loro e il vocabolario necessario affinché questi dati siano passati attraverso istruzioni predefinite. E’ formato da Runtime metadata e

Runtime command (sono le istruzioni che servono all'LMS e al LO per comunicare tra loro), API (Application programming interface, serve a stabilire un collegamento iniziale e finale tra LMS e LO) e Data Models (sono gli elementi utilizzati per tracciare lo status degli elementi LMS <-> LO e viceversa).

Meta Data: Esistono due tipi di metadata, Runtime Metadata (già analizzato) e Corse Metadata, i metadata sono organizzati con una struttura di questo tipo: Content Aggregation ---> SCO ---> Asset

  • Content Aggregation Metadata: Sono i dati che facilitano la catalogazione, il ritrovamento e il riutilizzo di un content package, sono catalogate nel file imsmanifest.xml
  • SCO (Sharable Content Object) metadata: Sono i dati che riguardano uno degli asset contenuti nel package, aggregando questi asset si possono ottenere diversi oggetti didattici.
  • Asset (Sharable resources) metadata: Sono i componenti dello SCO, dunque files, documenti, javascript ecc che compongono lo SCO.

Nella figura 7 possiamo vedere lo schema di packaging proposto da IMS e adottato da SCORM,come si vede dalla figura i contenuti possono essere riferiti sia a file interni al package sia a pagine esterne, identificate dalla loro URL.

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Figura 7: schema proposto da IMS (Horton 2003)

Dal momento che il modello SCORM si è posto da subito l’obiettivo di integrare e unificare varie iniziative di standardizzazione diventando un autentico standard de facto, è diventato oggetto di interesse da parte dell’intero settore dell’e-learning che ha visto nello SCORM la possibilità di ottenere uno standard unico di riferimento. I principali vantaggi del modello SCORM sono individuabili nel tracciamento delle attività svolte dallo studente, nella facilità di spostamento dei corsi da una piattaforma ad un'altra (grazie alle specifiche di packaging) e nella possibilità di aggregare e disaggregare corsi e altre unità didattiche per il riutilizzo in altri contesti. La versione SCORM più utilizzata è sicuramente la 1.2 ma il 30 gennaio scorso ADL ha rilasciato la nuova versione delle specifiche SCORM. A lungo attesa come versione 1.3, ha assunto invece la denominazione "SCORM 2004". La principale novità della versione 2004 dello SCORM consiste nell'adozione delle specifiche "IMS Simple Sequencing Specification", che dovrebbero consentire ai progettisti di Learning Object standardizzati un maggiore controllo sul percorso di apprendimento previsto per i diversi utilizzatori. Sarà possibile ad esempio specificare un punteggio minimo da raggiungere in un test per poter proseguire ai livelli superiori o rendere obbligatoria la consultazione di materiali introduttivi prima di poter scegliere più liberamente il percorso tra i contenuti formativi. Per quanto riguarda i cambiamenti nelle specifiche tecniche raccolte nei volumi, è stata aggiunto un volume completamente nuovo denominato “Sequencing e Navigation” e nel volume del “Content Aggragation Model” è stata aggiunta una nuova sezione sempre chiamata “Sequencing e Navigation”.

In sintesi un sommario dei cambiamenti potrebbe essere il seguente :

  • Aggiunta la possibilità di sequenzializzare i contenuti didattici come definito dalle “Global Learning Consortium’s Simple Specifications” della IMS che mirano a risolvere il bisogno di distribuire contenuti a seconda dei risultati di uno studente
  • Aggiornate le specifiche IMS Content Packaging
  • Approvazione dell’ ECMAScript API (Application Programming Interface) e Learning Object Metadata come standard formali IEEE e conseguente modifica di questi argomenti nello SCORM
  • Continui sforzi di standardizzazione per l’ “IEEE Data Model for Content Object Communication” e “XML Schema Binding for LOM” e conseguente aggiornamento di questi argomenti su SCORM
  • Diversi perfezionamenti editoriali e tecnici basati sui riscontri degli studi della comunità ADL sui draft e lezioni implementati con lo standard SCORM

-- RobertoCorradetti - 25 Sep 2004


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