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Tesi.StrutturaTesir1.3 - 26 May 2005 - 16:58 - FabioVitalitopic end

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Struttura Tesi (Cartacea)

CommentMe Segue una grossolana struttura, qualche suggerimento mi sarebbe utilissimo .

  1. Introduzione (che ci metto? ho idee vaghe in merito...)
  2. Il problema (spiegazione della "problematica" che viene risolta... forse va questo nella introduzione?)
  3. Schemi (Una panoramica degli Schemi, da DTD a XML Schema... Accenno anche ai DSD?)
    • storia
    • i DTD e gli Schemi
    • (...)
  4. Struttura dell'applicazione (questa dovrebbe essere la parte piu corposa, dove illustro lo schema generale e i vari "sotto-schemi" per le varie parti (o blocchi) del progetto (codice) e che quindi spiega "come funziona" il tutto...)
    • (...varie parti...)
  5. Alcuni esempi (???)
  6. Conclusione (peggio dell'introduzione.. che metto?)

E' solo una bozza, può andare?

Una controproposta di dissertazione

  1. Introduzione: è l'ultima ad essere scritta, e contiene un'affermazione di principio (la tesi vera e propria), con una breve (una o due facciate) spiegazione del significato della tesi e delle sue applicazioni pratiche. Segue ad essa una analisi più lunga del senso fondamentale della tesi (3-4 pagine) e una analisi di come si andrà a dimostrare questa tesi. Questa analisi, che occupa 8-10 pagine, è né più né meno di un riassunto del resto della tesi, completamente ridondante rispetto a quello scritto nel resto della tesi. L'unica differenza è che è organizzato per problemi e non per capitoli. Cioè non "Nel capitolo 2 trattiamo di questo e quello", ma "Per dimostrare la tesi bisogna discutere di questo e quello. Discussione. Questo problema è trattato in modo più approfondito nel capitolo 2".
  2. Ambito scientifico e tecnologico: del problema, non della soluzione. Cioè non si racconta come funzionano le tecnologie utilizzate per lo sviluppo, ma la ricerca scietnficia e tecnolgoia e la letteratura che affronta il medesimo problema. Si cerchi nel mondo commerciale (ad esempio MS InfoPath?) e sono sicuro che esistono altre cose analoghe, anche nell'open source. Si cerchi in letteratura scientifica. Motori di ricerca: http://scholar.google.com, ACM (http://www.acm.org -> Digital Library), su IEEE Computer (http://ieeexplore.ieee.org/Xplore/dynhome.jsp), su CiteSeer (http://citeseer.ist.psu.edu/), e DBLP (http://www.informatik.uni-trier.de/~ley/db/), LNCS (http://www.springeronline.com/sgw/cda/frontpage/0,0,5-164-0-0-0,0.html). Si noti che tutti i siti a pagamento sono accedibili gratuitamente da un qualunque computer dell'università (IP 130.136.*.* o 137.204.*.*)
  3. Il prototipo XY (dare sempre un nome al proprio programma): analisi delle esigenze, analisi delle applicazioni pratiche possibili, esempi, schermate. Mi raccomando: nessun dettaglio tecnico su come è fatto dietro. Esempi molti. Lettore tipo: un utente potenziale che deve decidere se usare o meno il tuo programma. Livello di architettura necessario: uno schema con XSD -> Form -> Pacchetto di dati -> XML -> record del DB. MOLTO AD ALTO LIVELLO. Però analisi completa del sottoinsieme di XML Schema che supporti e spiegazione del perché non supporti il resto.
  4. Architettura del prototipo XY: Descrizione dettagliata dell'architettura. Descrizione del nome e del ruolodi ciascun file importante del programma, sia XSLT che Java che Javascript. Descrizione dell'organizzazione interna dei singoli file e identificazione del flusso principale di esecuzione. Lettore tipo: un povero laureando che ti seguirà nell'evolvere questa tesi.
  5. Conclusioni Ripresa dell'affermazione espressa nell'introduzione, e riassunto di come si è alla fine arrivati a dimostrarla. Identificazione delle aree ancora carenti o suscettibili di miglioramento e breve illustrazione di come potrebbero essere risolti (= sviluppi futuri)
  6. Bibliografia Deve essere fatta come specificato nel modello alpha LaTeX? della bibliografia. Risorse: http://library.osu.edu/sites/guides/cbegd.html, con la seguente differenza: la voce bibliografica è preceduta da una sigla tra parentesi quadre che contiene due o tre lettere più due numeri, in cui le due o tre lettere sono o le iniziali del cognome dei primi due o tre autori, oppure le prime tre lettere del cognome dell'unico autore. I due numeri sono i due ultimi numeri dell'anno di pubblicazione. In caso di due riferimenti con esattamente le stesse lettere e numeri si pone una a o una b in fondo. Nel testo si usa questa sigla. L'anno ci va sempre, se la risorsa esiste solo in forma elettronica ci va solo l'URL, se esiste sia in forma elettronica sia cartacea, ci va la citazione della forma cartacea seguita dall'URL. Se la risorsa elettronica non è datata e non si riesce a stabilire una data (ad esempio la si può trovare nel copyright, se c'è) aggiungere in fondo la nota: "Ultima visita: 12 giugno 2005" o quel che è.

Esempio:

Bibliografia Nel testo
[JL92] Johnson DL, Lynch WE Jr. 1992. Panfish use of and angler success at evergreen tree, brush, and stake-bed structures. N Am J Fish Manage 12(1):222-9 [JL92]
[JL93a] Johnson DL, Lynch WE Jr. 1993. blah blah. N Am J Fish Manage 12(1):222-9 [JL93a]
[JL93b] Johnson DL, Lynch WE Jr. 1993. Uh Uh N Am J Fish Manage 12(1):222-9 [JL93b]

-- FabioGruppioni - 23 Dec 2004
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