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Tesi.TesiComeChiederneUnar1.4 - 04 Feb 2009 - 01:08 - FabioVitalitopic end

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Chiedere una tesi

La tesi di laurea rappresenta il culmine della carriera accademica di uno studente. È il momento in cui lo studente dimostra, a se stesso e ai suoi docenti, di aver concluso proficuamente il percorso formativo, e di potersi considerare un collega dei docenti e dei passati studenti nella professione a cui il corso di studi prepara.

Nella facoltà di Scienze, a cui i nostri corsi di studi appartengono, questo corrisponde al dimostrarsi adatto alla professione di scienziato. Il nostro corso di laurea deve preparare scienziati dell’informazione, ovvero persone in grado di analizzare con metodo e sistematicità i problemi connessi con l’applicazione di tecniche di trattamento dei dati alle situazioni della vita reale più disparate, ed essere in grado di impostare una soluzione a questi problemi.

La tesi di laurea si distingue dai progetti e dalla preparazione agli esami svolti negli anni precedenti per due aspetti sostanziali:

  • È un lavoro prettamente individuale: anche se occasionalmente si può essere invitati a partecipare ad un gruppo di lavoro, il contributo individuale è sempre predominante sul rendimento complessivo, e si viene valutati come singoli e non come membri di un gruppo.
  • Non è un esercizio di cui esiste una soluzione nota al relatore, che deve quindi controllare il risultato ed il corretto svolgimento del procedimento per poter valutare positivamente la prova. Al contrario, è un lavoro originale e personale del candidato, che fornisce un (seppur piccolo) contributo individuale alla conoscenza scientifica complessiva. Il relatore, più che valutare una indefinibile correttezza del risultato, deve quindi valutare l’approccio, il metodo, la plausibilità del lavoro, che rimane comunque una creazione unica ed irripetibile del candidato.

Per questo motivo, anche se agli esami ci si accontenta di una competenza approssimata e non originale della materia insegnata, nella tesi di laurea ci si aspetta che, alla ricerca di risultati nuovi, il candidato si impegni profondamente, completamente, creativamente nell’opera, non cercando semplicemente di raggiungere l’obiettivo con il minimo sforzo e il minimo risultato, ma dando del proprio meglio per arrivare a compimento del lavoro migliore possibile.

Tipi di tesi

Nei corsi di laurea in Scienze dell’Informazione, Informatica e Scienze di Internet si danno tesi che possono essere catalogate in quattro tipi: la tesi di rassegna, la tesi di progetto, la tesi di ricerca, e la tesi di ricerca-progetto. Ovviamente non si tratta di suddivisioni rigide e rigorose, e un certo grado di sovrapposizione c’è sempre.

La tesi di rassegna

Qualunque argomento recente e di grande interesse nel campo dell’informatica genera una grande quantità di contributi sia scientifici sia commerciali spesso non propriamente in accordo tra loro.

Soprattutto all’inizio, prima che questi contributi si solidifichino in risultati e concetti noti e condivisi, risulta molto difficile per il lettore farsi un’idea corretta e completa dell’argomento, poiché non si ha un’idea precisa dell’origine dei disaccordi, né padronanza sufficiente sull’argomento per prediligere un approccio piuttosto che un altro sull’argomento.

Scopo di una tesi di rassegna è creare un documento in grado di raccogliere e organizzare l’argomento assegnato, cercando di creare una risorsa leggibile in cui siano chiari i problemi, le soluzioni proposte, le opinioni e le diversità di vedute esistenti tra gli addetti ai lavori.

Una tesi di rassegna è basata sulla raccolta puntuale e sistematica di tutte le risorse informative connesse con l’argomento assegnato. Il relatore può fornire da parte sua una bibliografia iniziale, che tuttavia il candidato deve integrare ed arricchire approfondendo personalmente la ricerca. Una buona tesi di rassegna è completa e precisa nella raccolta delle fonti informative, ed ha una bibliografia completa, esaustiva ed autorevole su cui basa il proprio svolgimento.

Una tesi di rassegna può richiedere circa tre mesi di lavoro intenso e dedicato per una laurea triennale, e fino a cinque per una laureaspecialistica o quinquennale.

La tesi di progetto

Vi sono due tipi di tesi di progetto. Da una parte, un’azienda o un’organizzazione esterna propone al corso di laurea o a uno dei suoi docenti un’attività progettuale, parallela alle attività commerciali o istituzionali, che possa essere svolta da un laureando. In questo caso identifica un tutor interno all’azienda o all’organizzazione che si incarica di seguire le attività di tesi e di garantirne il valore e l’interesse per l’azienda.

Dall’altra parte un docente, all’interno delle sue attività di ricerca, individua alcuni elementi (di carattere per lo più pratico ed implementativo) che pur non presentando nessun aspetto particolarmente innovativo sono necessari e funzionali al raggiungimento di risultati di ricerca.

In entrambi i casi caratteristiche delle tesi di progetto sono l’enfasi sulla implementazione, la assenza di aspetti innovativi e l’inserimento del lavoro all’interno di un progetto più vasto di cui esso costituisce una frammento funzionale importante.

Una tesi di progetto può richiedere circa quattro mesi a tempo pieno per la triennale, o fino a sei per la laurea specialistica o quinquennale.

La tesi di ricerca e di ricerca-progetto

Non mi è del tutto chiara la differenza tra tesi di ricerca e tesi di ricerca-progetto. Sicuramente in entrambe compare la parola “ricerca”, l’attività principe per uno scienziato. Che poi il risultato dell’una sia un modello, o una teoria, o un algoritmo, e dell’altra un programma funzionante, io non credo sia così importante. In entrambi i casi l’attività è principalmente creativa, su un argomento di frontiera, in cui il contributo personale è necessario e innovativo.

La tesi di ricerca prevede comunque un aspetto di rassegna, uno progettuale e (nel caso di tesi di ricerca-progetto) anche uno implementativo. Una buona tesi di ricerca nasce dunque con l’identificazione della letteratura scientifica fondamentale per capire il problema assegnato, nello sviluppo di una proposta personale per risolvere il problema, che si differenzi e migliori quanto proposto in letteratura, e, nel caso di tesi di ricerca-progetto, lo implementi in un sistema funzionante e testabile.

Non si assegnano solitamente tesi di ricerca alla laurea triennale, ma solo a quella specialistica e quinquennale. Sebbene sia compito del docente identificare argomenti di ricerca e suggerire approcci che possano essere svolti in 6-8 mesi dal laureando, la durata della tesi di ricerca è aperta, poiché è ignota a priori la difficoltà precisa del problema, e di conseguenza il tempo necessario per la sua soluzione.

La valutazione delle tesi di laurea

Le differenze tra i vari tipi di tesi ha influenza sul tipo di lavoro da svolgere, sul tipo di risultato da ottenere, sui tempi di svolgimento e sulla valutazione finale. Recentemente i consigli di corso di laurea di Informatica e Scienze di Internet si sono pronunciati sulle modalità di valutazione dei lavori di laurea.

Per quel che riguarda la laurea triennale, valgono le seguenti regole: dato l'insieme dei voti del candidato alla laurea, la migliore media in trentesimi tra quella aritmetica e quella ponderata per i crediti viene moltiplicata per 110/30; a questa base viene sommato il voto di laurea da zero a sei punti, più un bonus di due punti se il candidato si laurea nei tre anni di corso oppure un bonus di un punto se il candidato si laurea con un anno di ritardo. Nessun bonus spetta a chi si laurea con ritardo maggiore di un anno. Al proposito si veda all’URL http://www.informatica.unibo.it/cdl/informatica/laurea/richiestatesi.xml.

Per quel che riguarda la laurea specialistica, valgono le seguenti regole: dato l'insieme dei voti del candidato alla laurea specialistica, la migliore media in trentesimi tra quella aritmetica e quella ponderata per i crediti viene moltiplicata per 110/30; a questa base viene sommato il voto di laurea da zero a nove punti, più un bonus di due punti se il candidato si laurea nei due anni dicorso. Nessun bonus spetta a chi si laurea con ritardo. Per chi si iscrive alla specialistica essendo in possesso di laurea nei vecchi ordinamenti la media di base di laurea è quella nel vecchio corso. Per chi si iscrive alla specialistica essendo in possesso di laurea triennale e crediti in esubero la media di laurea dibase è data dagli esami nella specialistica più la media risultante dagli esami corrispondenti ai crediti in esubero,ponderati per i crediti esuberanti stessi. Si veda all’URL http://www.informatica.unibo.it/cdls/informatica/regtesi.xml.

La laurea quinquennale non prevede bonus per chi si laurea in corso, ma prevede una valutazione in cui alla migliore tra le medie aritmetica e ponderata, moltiplicata per 110/30, si somma il voto di laurea da zero a undici punti.

Per quel che riguarda lauree quinquennali e specialistiche, la valutazione massima (9 per la specialistica, 11 punti per la quinquennale) è lasciata per i risultati veramente eccezionali. Nessuna tesi fino ad adesso in tutta la storia dei corsi di laurea di Informatica a Bologna ha avuto questo tipo di valutazione. Anche il voto subito sotto (8 e 10) viene lasciato per lavori eccellenti, degni di menzione e particolarmente significativi. Non più di uno o due tesi ogni anno accademico ha questo tipo di valutazione. In pratica una buona tesi di ricerca o ricerca e progetto genera una valutazione di 7 punti (9 nella quinquennale), una buona tesi di progetto una valutazione di 6 punti (8 nella quinquennale) e una buona tesi di rassegna 4 punti (6 nella quinquennale). Ai voti della specialistica vanno ovviamente aggiunti i bonus ottenuti dallo studente per la velocità di laurea.

Per quel che riguarda le tesi triennali, si assegnano normalmente 5-6 punti per una buona tesi di progetto e 3-4 per una buona tesi di rassegna, a cui si aggiungono ancora i bonus ottenuti dallo studente per la velocità di laurea.

Il voto finale viene ovviamente arrotondato all’intero più vicino. La lode viene assegnata nel momento in cui il voto arrotondato supera (anche di poco) il centodieci, e solo se relatore, correlatore, controrelatore e commissione sono unanimemente d’accordo nell’assegnare questa speciale onorificenza. Basta un voto contrario perché questo non accada.

Usando un po’ di aritmetica, questo significa che può aspirare al centodieci e lode lo studente che, oltre a fare un’ottima tesi, si trova sopra alle seguenti medie:

Tipo di laurea In pari I F.C. II F.C. e succ.
Triennale 27,81 28,09 28,36
Specialistica 27,27 27,81 27,81
Quinquennale 27,41 27,41 27,41

Queste medie possono essere ulteriormente abbassate nel caso un candidato porti a termine una tesi eccellente o, ma non è mai avvenuto, un lavoro veramente eccezionale.

Si può poi dare il caso di uno studente che, avendo una media più alta del minimo richiesto, decida di fare una semplice tesi di progetto o addirittura di rassegna. Ad esempio, uno studente della specialistica in pari e con la media superiore al 28,23 può aspirare al centodieci e lode anche con una buona tesi di rassegna.

Per il corso di laurea non c’è nessun ostacolo formale a questo tipo di decisioni. Tuttavia io ritengo inappropriato e forse anche immorale in una facoltà scientifica che uno studente che abbia dimostrato capacità, intelligenza e dedizione tali da meritare una media alta decida, per un mero calcolo col bilancino, di risparmiarsi e far poca fatica proprio nel lavoro culminante la carriera accademica, e scelga un tipo di tesi che garantisca il centodieci e lode col minimo sforzo. Per questo motivo io personalmente mi rifiuto di dare argomenti di basso profilo (e in particolare tesi di rassegna) ad uno studente che abbia una media sufficientemente alta da garantirgli il voto massimo anche senza particolari sforzi.

Scegliere il relatore e l’argomento

La scelta di un relatore per la propria tesi dipende da un numero alto e complesso di fattori correlati tra loro. Tre di essi ritengo che siano predominanti:

  • Il ventaglio degli argomenti dati per tesi. Ogni docente del nostro corso di laurea ha una serie di interessi e argomenti di ricerca sui quali è disponibile ad attribuire tesi. Si tenga conto che non sempre questi argomenti sono gli stessi o sono anche solo collegati alla materia raccontata nel corso del docente. Questo è particolarmente vero per quel che riguarda i corsi ed i docenti dei primi anni. Il modo migliore per sapere che tipo di argomenti interessano un docente è scoprire le tesi che ha dato in passato, parlare con i suoi attuali laureandi, esaminare le sue pubblicazioni scientifiche e, ovviamente, parlare direttamente con lui. Scegliete dunque argomenti che possano veramente interessarvi (ci passerete sopra svariati mesi) e i docenti che possano offrirvi questo tipo di argomenti.
  • La sicurezza dl sapere gestire questi argomenti. È difficile fare una buona tesi sugli argomenti di un corso che ha portato ad un voto brutto o mediocre sul libretto. Si tenga conto che qualunque docente esige che uno studente conosca bene i contenuti del corso su cui vuol dare la tesi, e che un voto mediocre sul libretto mette il rapporto fin dal primo momento sotto una luce ambigua e poco rassicurante. Attenzione inoltre a non confondere un voto alto perché il docente è stato di manica larga e un voto alto perché gli argomenti del corso vi erano congeniali o li avete studiati proprio bene. Scegliete dunque gli argomenti ed i docenti che vi hanno valutato più correttamente e più positivamente nel corso degli anni.
  • Il feeling con il docente. State per imbarcarvi per un periodo di studi lungo e intenso a stretto contatto con una persona. Lo vedrete, gli parlerete, gli proporrete elaborati parziali, in un tipo di rapporto e con una frequentazione completamente diversa da quella avuta durante gli esami universitari. In molti casi il rapporto con il docente è proprio di collaborazione alla pari, e nella tesi vi verrà proposta non tanto l’esecuzione passiva di compiti oscuri e di cui ignorate il contesto, ma la partecipazione attiva e diretta alle attività di ricerca, in cui possiate esprimere le vostre capacità, il vostro entusiasmo, le vostre opinioni personali. Scegliete dunque un docente con cui sia possibile instaurare un dialogo, la cui personalità e i cui limiti e pregi caratteriali siano compatibili con i vostri. Tenete sempre conto che all’inizio della tesi voi conoscete il docente molto meglio di quanto lui possa conoscere voi: è a voi dunque che spetta la valutazione iniziale sulla qualità del rapporto che si andrà a sviluppare.

Come avviene la scelta del relatore?

Innanzitutto, cercate di conoscere tutti i docenti (non decidete alla fine del secondo anno, prima ancora di aver frequentato una lezione di quelli del terzo).

Aspettate inoltre di aver dato l’esame di cui il vostro docente è titolare. Infatti, non c’è niente di più imbarazzante diun esame con il proprio relatore a tesi già avanzata: per lo studente c’è un obbligo morale spesso irresistibile a prepararsi in maniera eccessivamente minuziosa, a cercare di fare l’esame perfetto, quello che rassicura il docente di aver scelto bene il suo laureando. Per lo studente passare quell’esame è fatica doppia. Dall’altra parte anche per il docente c’è un imbarazzo inevitabile tra il desiderio di essere equi ed imparziali valutatori, e quello di proteggere e favorire il proprio candidato. A questo poi si aggiunge, in caso di prova d’esame non proprio brillante, il sospetto di aver forse affidato al laureando un argomento un po’ troppo delicato e difficile, sospetto che può rovinare anche i rapporti più solidi.

Dunque, quando vi mancano due esami (o, se lavorate, alla fine degli esami), iniziate a pensare alla persona con cui vi piacerebbe fare la tesi. Se non avete individuato subito con precisione il vostro relatore, potete chiacchierare un po’ con docenti diversi, cercando di chiarirvi le idee e di arrivare ad una decisione dopo averne sentiti più di uno: alcuni chiamano questo il “giro delle sette chiese”, o anche lo “shopping comparativo”.

In ogni caso, scrivete a tutti i potenziali relatori chiedendo un appuntamento; puntuali andateli poi a trovare in studio e chiedete loro quali sono gli argomenti di tesi disponibili e che tipo di lavoro comportino. Quando parlate con i docenti in questa fase, chiarite sempre se avete già scelto o state soltanto guardandovi intorno. È una forma di rispetto imprescindibile per qualunque docente.

Non vi aspettate durante il primo colloquio delle descrizioni precise e dettagliate di lavoro, o peggio ancora delle specifiche di progetto (che peraltro non esisteranno mai): in questa fase probabilmente nella testa del docente c’è solo una vaga idea di un argomento, che raffinerete e concretizzerete insieme in seguito. Non ponetegli condizioni, soprattutto in termini di quantità di lavoro, di argomenti o di date di laurea: una reazione naturale e prevedibile di fronte ad atteggiamento del genere è essere messi alla porta. Una volta udite le proposte non dimostratevi schizzinosi o scettici, o peggio ancora derisori e superbi: è il modo migliore per farvi un nemico in sede di laurea. Se non vi interessano gli argomenti proposti ringraziate e andatevene, senza scene o commenti.

Raccontate invece di voi, delle vostre aspirazioni, dei vostri pregi e difetti. Poiché appunto cambia il rapporto tra docente e studente, qui è il caso di scoprirsi un po’, di parlare un po’ di voi, di farvi conoscere: ci sarà un rapporto umano, siete entrambi adulti, non è proprio il caso di continuare a considerarsi dei completi estranei. Se avete dei vincoli imprescindibili che possono influire sullo svolgimento della tesi (lavoro, pendolarismo, servizio militare o assunzione o matrimonio imminente, ecc.) raccontateglieli, e lasciate che sia lui a proporvi degli argomenti adatti di conseguenza.

Alla fine del colloquio chiedete sempre un paio di giorni per riflettere sulle cose che vi sono state dette e promettete di rifarvi vivi. E dopo aver raggiunto una decisione rifatevi vivi, non solo con chi avete scelto, ma anche e soprattutto con gli altri docenti, che si possano sentire liberi di riproporre quegli stessi argomenti ad altri candidati.

Una volta presa una decisione, che a questo punto deve essere irrevocabile, ritornate dal vostro nuovo relatore (con un nuovo appuntamento) e stabilite una scaletta di tempi: in particolare come combinare il tempo necessario per preparare gli esami mancanti e le attività di preparazione e studio. Si tenga conto che i tempi precisati nelle sezioni precedenti fanno riferimento ad un’attività a tempo pieno dedicata alla tesi (diciamo 40-50 ore alla settimana), e che in presenza di altri impegni questi tempi si dilatano conseguentemente. Alternativamente, potreste stabilire l’argomento di tesi quando mancano due esami alla fine, ma iniziare effettivamente a lavorarci ad esami finiti.

Tre ultime considerazioni sulla scelta dell’argomento di tesi: è possibile proporre un argomento proprio? È possibile scegliere come relatore un docente con cui non si è dato neanche un esame? Cosa bisogna pensare se il docente si è rifiutato di proporre un argomento?

È possibile allora proporre un argomento proprio? In altri corsi di laurea, ad esempio nelle facoltà umanistiche, è prassi comune che il laureando si presenti già con una proposta di argomento, che il relatore può commentare, puntualizzare e ri-orientare, senza però stravolgerla. Nei corsi di laurea scientifici, viceversa, è prassi che lo studente si faccia suggerire un argomento di laurea dal relatore. Tuttavia, anche se non comune, è già successo che gli studenti propongano un argomento proprio. Affinché un argomento proprio sia accettato dal relatore, tuttavia, vanno tenuti in considerazione alcuni punti: l’argomento deve essere connesso con gli interessi culturali e di ricerca del relatore, deve essere effettivamente originale e interessante, e il relatore deve potervi vedere uno svolgimento effettivamente appropriato per una tesi di laurea in Informatica o Scienze di Internet. In pratica l’esperienza dimostra che gli argomenti proposti dagli studenti raramente soddisfano a tutte e tre queste condizioni: sono o fuori dalle competenze del relatore, o banali e troppo vaghe, oppure impraticabili nel tempo solitamente previsto per una tesi di laurea. Come suggerimento finale, se avete un argomento vostro trovate il docente più adatto e proponeteglielo. Solo, non ci rimanete male se dimostra poco interesse e non lo accetta.

È possibile scegliere come relatore un docente con cui non si è dato neanche un esame? Sì, senza dubbio. Tuttavia è una decisione difficile e rischiosa. Quanto più l’argomento proposto è specifico e dettagliato, tanto più le competenze fornite nel corso del docente servono per portare a termine il lavoro. Il rischio vero è di aver bisogno di studiare comunque l’esame anche solo per capire di cosa tratta la propria tesi. Questo porta a ritardi nella partenza del lavoro vero di tesi, e forse anche a incomprensioni e difficoltà notevoli per lo studente, soprattutto all’inizio. Fatelo solo se siete molto motivati o se possedete già le competenze necessarie per affrontare il lavoro di tesi senza il suo corso.

Cosa bisogna pensare se il docente si è rifiutato di proporre un argomento? Assolutamente niente. Non c’è nessun obbligo per i docenti di accettare laureandi. Se un docente non ha argomenti da tesi di laurea, non li ha in questo preciso momento, ha troppi laureandi, ha altri tipi di impegni didattici o di ricerca, o anche semplicemente non ritiene che il candidato sia adatto a svolgere i suoi argomenti, può semplicemente rifiutarsi di proporre un argomento. Il rifiuto non verrà mai posto in maniera da umiliare lo studente, le sue capacità o la sua preparazione, e dunque non conviene e non è corretto insistere, chiedere spiegazioni o arrabbiarsi. Di fronte ad un rifiuto ringraziate, salutate e andate a cercare un altro relatore, senza ira e senza patemi. Qualcuno che vi accetterà come laureando lo troverete certamente.

Relatori, correlatori, controrelatori

C’è in molti un po’ di confusione sul ruolo di relatori, correlatori e controrelatori. Tra l’altro questi termini non sono usati in maniera omogenea nei vari corsi di laurea, quindi vostri amici che studiano altre materie possono usare gli stessi termini ed indicare ruoli differenti. Quanto segue dunque vale solo per i corsi di laurea di Informatica, Scienze dell’Informazione e Scienze di Internet.

Il relatore è il docente che presenta la vostra tesi alla commissione di laurea. È necessariamente un docente del corso di laurea, e fornisce con la sua autorevolezza una garanzia alla commissione di laurea che non sta sprecando il suo tempo ad ascoltare il candidato. È stato scelto dal candidato che gli è andato personalmente a chiedere una tesi.

A volte il relatore viene affiancato da un’altra persona, o un altro docente o una figura terza, che viene detto correlatore. Esistono anche casi di presenza di due correlatori. Possiamo individuare almeno tre tipi di correlatori:

  • un assistente del relatore (può essere un dottorando, o un assegnista, ecc.) che ha seguito con particolare attenzione lo svolgersi della tesi;
  • un tutor esterno all’università, spesso un dipendente dell’azienda dove si è svolta la tesi, che ha seguito direttamente le fasi progettuali della tesi e ne garantisce l’interesse e l’utilità per l’azienda stessa;
  • un collega del relatore, se la materia di tesi è al confine di competenza tra due materie e dunque tra due docenti diversi, sia dello stesso corso di laurea che di due diversi. In quest’ultimo caso, la decisione su chi sia relatore e chi correlatore è tutto sommato secondaria, e i due presentano insieme il candidato.

A volte succede anche che il lavoro sia in realtà stata seguita esclusivamente dal correlatore, il quale, per vari motivi (non è ancora diventato un docente incardinato o non è proprio un docente), non può firmare la tesi come relatore. In questo caso un docente incardinato pone una firma di garanzia sulla tesi (fa, per modo di dire, il relatore di facciata), ma corre però il rischio di non conoscerne nel dettaglio i contenuti. In questo caso è assolutamente opportuno che il correlatore (vale a dire il relatore di sostanza) sia presente durante la discussione per poter meglio difendere il lavoro del candidato.

Nel caso di tesi complesse (come possono essere le tesi di progetto o di ricerca), la commissione non riesce a valutare direttamente, durante i pochi minuti della presentazione, il valore reale del contributo. Per questo motivo il relatore può chiedere in anticipo l’attribuzione del controrelatore, che è un’altra figura ancora, diversa dal relatore e dal correlatore, e che ha lo scopo di valutare per conto della commissione il contributo del candidato. In poche parole, funziona da avvocato del diavolo sulle affermazioni del candidato. Tipicamente, e in dipendenza della disponibilità e dell’organizzazione delle presentazioni, il controrelatore viene scelto su una materia analoga o quantomeno contigua a quella della tesi, in modo da massimizzare la possibilità di comprenderne veramente il valore. Infine, sebbene il relatore possa proporre uno specifico controrelatore, questo viene poi concretamente deciso ed attribuito a totale discrezione della commissione di laurea, senza appello.

Il tirocinio

Una innovazione della laurea triennale è sicuramente il tirocinio. Questo corrisponde ad un’attività professionale o professionalizzante della durata di 225 ore (pari a circa sei settimane di lavoro a tempo pieno) che può essere svolta in azienda o presso un docente. Tipicamente un docente offre tirocini legati in qualche modo all’argomento di tesi. Il sottoscritto considera l’impegno richiesto per una tesi triennale con tirocinio come equivalente a quello di una tesi quinquennale o specialistica, con tempistiche e difficoltà paragonabili.

Poiché io considero il tirocinio presso il docente come un’estensione bella e buona delle attività di tesi, non fornisco un elenco di materie di tirocinio a disposizione di tutti. Lo studente interessato a fare una tesi con il sottoscritto può anche specificare di voler anche aggiungere le attività di tirocinio, e richiedermi di aumentare corrispondentemente le attività di tesi.


Per proseguire:

  1. TesiIntroduzione
  2. TesiComeChiederneUna
  3. TesiIlProgetto
  4. TesiLaDissertazione
  5. TesiLaDiscussione
  6. TesiConclusioni

-- FabioVitali - 02 Jun 2004


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