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Tesi.WritingTheWebr1.2 - 27 Jan 2005 - 16:27 - Main.tesi.fabiotopic end

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Writing the Web

I meccanismi per la produzione di contenuti su Web sono molteplici: dagli editor testuali a quelli WYSIWYG, dai wiki ai blog, dai sistemi di annotazione ai CMS completi e molti altri. Ognuno di questi sistemi predilige alcune caratteristiche a discapito di altre ed è stato progettato e sviluppato per offrire determinate funzionalità; dall'altra parte ovviamente è carente per altri aspetti e non può essere utilizzato in qualunque contesto.

Il primo passo della ricerca, quindi, è l'identificazione e lo studio dei requisiti di un sistema di publishing completo. Questi requisiti derivano da due aspetti fondamentali:

  • Gestione del contenuto: l'analisi delle caratteristiche e delle funzionalità dei Content Management System "classici". Uso il termine "classici" poichè mi riferisco ai sistemi in cui i contenuti sono preparati precedentemente e, quando pronti, pubblicati e resi disponibili (oltre alle funzioni per il mantenimento e l'archiviazione degli stessi). Chiamiamo questa situazione modello autore-vs-lettore, poichè le figure dell'autore e del lettore (ed i processi di produzione e lettura dei contenuti) sono nettamente distinte. I requisiti analizzati derivano, appunto, dallo studio dei Content Management System ("CMS Bible", "CMS Workshop").
  • Personalizzazione e ri-utilizzo dei contenuti: l'analisi delle caratteristiche e funzionalità di un sistema che permette a qualunque utente di editare e ri-utilizzare qualunque contenuto di qualunque pagina web. Chiamiamo questa situazione modello autore/lettore, poichè c'è completa sovrapposizione dei due ruoli. Questa esigenza deriva dallo studio di alcuni limiti del WWW e delle funzionalità presenti del progetto e nelle implementazioni iniziali, ma abbandonate successivamente.

Analizziamo innanzitutto le proprietà del modello autore-vs-lettore. Perchè diciamo che i due ruoli sono nettamente distinti? Si diversificano per conoscenze richieste, strumenti utilizzati e momento di azione:

  • l'autore deve avere conoscene tecniche, saper utilizzate tool (sebbene siano estremeamente semplificati e ricchi di funzionalità), avere i permessi in scrittura sui file che scrive e modifica.
  • il lettore legge con semplicità i contenuti ma non può modificarli e personalizzarli. Molto spesso colleziona riferimenti al materiale trovato durante la navigazione, ma può avere difficoltà nel ri-organizzarlo e riutilizzarlo.

IMPORTANTE: Secondo questo modello, che è il più diffuso (quasi l'unico!) tra gli strumenti web authoring, l'autore produce "in separata sede" contenuti e tutti gli strumenti e gli aiuti che ha a disposizione sono mirati ad avere controllo sul processo di produzione di contenuti PER il web, ossia nati esternamente e precedentemente e, in un secondo momento, pubblicati in rete.

Pur mantenendo questo modello (che può e deve essere modificato, vedremo come in seguito!) è possibile comunque migliorare il web come ambiente di pubblicazione:

Passo 1

Cerchiamo di integrare tutte le funzionalità ed i requisiti di un sistema di produzione di contenuti, in un unico ambiente in cui si fondono, appunto, le diverse funzionalità dei diversi ambienti di pubblicazione che allo stato attuale convivono nell'arena del web authoring. Cerchiamo quindi un parallelismo tra i requisiti presentati nella sezione precedente e quelli del sistema che stiamo progettando. Da notare, che ci stiamo occupando solo dei requisiti di un modello autore-vs-lettore e ancora non entriamo, quindi, nel tema dell'editabilità globale.

Pur integrando le diverse funzionalità, l'ambiente di pubblicazione ancora soffre un limite importante: una netta asimmetria tra il ruolo degli autori e quello dei lettori, innanzitutto in termini di conoscenze richieste e di strumenti da utilizzare. Perchè oggi la frase "navighi in rete?" è entrata nel linguaggio comune mentre la domanda "sai creare una pagina web?" crea ancora perplessità se non addirittura "spavento"?

Passo 2

Cerchiamo di ri-avvicinare le figure dell'autore e del lettore almeno in termini di conoscenze tecniche richieste e strumenti utilizzati. In un ambiente di pubblicazione completo ed universale un utente dovrebbe leggere e scrivere contenuti con la stessa facilità e naturalezza. Sarebbe auspicabile usare lo stesso strumento, il browser, come avveniva nei primi anni di vita del WWW. L'obiettivo è rendere "innocua" la domanda "sai creare una pagina web?"

Ma la trasformazione del web in un ambiente completo di editing, non può fermarsi alla semplificazione degli strumenti di scrittura dei contenuti. Esistono già strumenti molto facili da usare e un pò di allenamento (che tra l'altro, può diventare anche piacevole e prodigo di soddisfazioni...) porta a notevoli risultati. Il "grande passo" e l'aspetto più rilevante della ricerca, invece, è la sovrapposizione totale del ruolo degli autori e dei lettori

Passo 3 (l'ultimo ma, in realtà, quello più importante, il "cuore" della ricerca)

Cerchiamo di ri-avvicinare le figure dell'autore e del lettore anche in termini di momento di azione e di capacità di editing, ossia diamo a tutti gli utenti del web la possibilità di modificare tutte le pagine della rete. Il nostro obiettivo è proporre un sistema che trasforma il web da un ambiente di lettura ad un "web scrivibile".

Questo, ovviamente, è il punto più caldo della discussione e merita una trattazione approfondita.

Per ora scrivo solo uno schema abbozzato della discussione (per nulla definitivo!):

Innanzitutto, una domanda ovvia: non esistono già meccanismi per modificare risorse su cui non si hanno permessi in scrittura? Annotazioni? E altro?

Certamente! Ma ognuno si focalizza su alcuni aspetti tralasciandone altri. L'obiettivo finale, invece, è l'editabilità globale. A questo punto, un'altra domanda, o meglio la "domanda di fondo": perchè un "web scrivibile"? Perchè è così importante?

  1. Antologia: produzione e ri-organizzazione personale di contenuti e della navigazione (a la MEMEX, HUNTER GATHERER).
  2. Produzione collaborativa (a la XANADU). CSCW, Community-based computing.

Parliamo di "Antologia: produzione e ri-organizzazione personale dei contenuti e della navigazione". Subito alcune obiezioni:

  • Non esistono già strumenti simili?
  • Non può diventare troppo dispersivo e poco chiaro?
  • Non è una visione "romantica" delle transclusioni?

Parliamo di "Produzione collaborativa". Subito un'obiezione:

  • Non esistono già strumenti simili?

Certamente! Ma mentre gli strumenti di groupware permettono di cooperare ad utenti appartenenti allo stesos gruppo o comunque consapevoli di un progetto comune, questo approccio permette "Blind collaboration", ossia una collaborazione implicita ed inconsapevole in cui tutti creano contenuto che possono essere utili agli altri lettori/autori. A questo punto un'altra obiezione:

  • Non è una visione troppo "buonista", direi addirittura "evangelica"?
  • Può essere davvero utile?

Oltre a questi dubbi "filosofici" e relativi alle motivazione e all'utilità di un approccio di questo tipo, ci sono degli ostacoli e delle obiezioni che subito risultano evidenti (immaginiamo di descrivere questo scenario a qualcuno che è fuori da queste discussioni: come reagirebbe?):

  • E i diritti d'autore? Chi tutela coloro che producono i contenuti?
  • E problemi di scalabilità? Come è possibile assicurare l'editabilità di tutte le pagine della Rete?
  • Come è possibile stravolgere un Web così radicato nella sua forma attuale?

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